«I prossimi cinque anni fondamentali per mettere la tecnologia al servizio dei cittadini»

«Una città non è intelligente, smart se vogliamo usare la terminologia inglese che va per la maggiore, se i cittadini non partecipano alla costruzione delle scelte. Oltre alla digitalizzazione, che semplifica l’accesso ai servizi pubblici e consente di risparmiare tempo evitando code agli sportelli, l’elemento chiave per fare di Latina una “città intelligente” è l’inclusione. Una città intelligente è una città in cui i cittadini decidono e quando le tecnologie permetteranno davvero una partecipazione alla costruzione delle scelte avremo una smart city». Così Daniela Fiore, candidata al consiglio comunale di Latina con la lista del Pd-Psi, durante l’incontro pubblico “Smart City, Latina: città dell’innovazione” che si è tenuto ieri, giovedì 23 settembre, presso la sede del comitato elettorale del sindaco Damiano Coletta.

Al dibattito hanno preso parte Onorato Biancone, candidato anche lui nella lista dem a sostegno del sindaco uscente, e il consigliere regionale Salvatore La Penna. E’ stato quest’ultimo a introdurre gli interventi di Fiore e Biancone ricordando che «Latina nasce come città giovane, orientata al futuro. L’attuale amministrazione ha il merito di aver riportato il capoluogo pontino sui binari dell’innovazione e della contemporaneità, per cui è realistico ambire allo status di “città intelligente”».

«Nei prossimi cinque anni – ha sottolineato Biancone – sarà fondamentale far diventare Latina una città smart mettendo la tecnologia al servizio dei cittadini. L’obiettivo deve essere generare opportunità e benessere per i cittadini, grazie a una città innovativa e sostenibile in tutti suoi ambiti principali: l’amministrazione, i trasporti, la sanità, la scuola, la cultura, il tempo libero».

La riflessione di Daniela Fiore ha toccato anche un altro aspetto: «Ci sono tante persone che dai paesi si trasferiscono nelle città capoluogo e nei grandi centri urbani. Ciò determina per questi grandi centri un sovraccarico di emissioni derivanti dall’elevata concentrazione abitativa per cui l’inquinamento globale è causato per gran parte da questo fenomeno dello spopolamento dei piccoli centri a favore dei più grandi. L’applicazione della smart city serve anche a perseguire quegli equilibri di sostenibilità che sono sempre più importanti nella lotta al cambiamento climatico cui sono chiamate le società moderne. Non essere costretti a uscire e parcheggiare l’auto per usufruire di un qualsiasi servizio sembra una cosa da niente, ma moltiplicato per i 130mila abitanti di Latina diventa un tema. Un esempio: so che a Latina c’è difficoltà a interloquire con l’anagrafe per fare la carta d’identità. Avere degli uffici amministrativi che riescano a interagire con l’utenza in maniera più pragmatica, facile, veloce porta sicuramente a un miglioramento della qualità della vita di tutti».


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